Tecnologia RFID

12 novembre 2018
tecnologia RFID

La tecnologia RFID nel controllo accessi

Abbiamo spiegato in generale il significato del termine Controllo Accessi; oggi parleremo della tecnologia RFID e i suoi utilizzi.
I codici a barre nella società moderna hanno rappresentato una piccola rivoluzione, e le etichette RFID sono pronte a fare altrettanto.

Ma che cos’è la tecnologia RFID?

L’RFID è una tecnologia di riconoscimento univoco e automatico sempre più utilizzata negli ambiti di applicazioni logistiche, nella distribuzione ma anche per la gestione dei capitali, risolvendo problemi di archiviazione e inventari attraverso processi di rintracciabilità e tracciabilità.

I microchip che costituiscono il sistema di controllo RFID, sono delle etichette intelligenti che si basano sull’identificazione di onde radio (da qui il nome del Sistema RFID, Radio Frequency Identification).

Il suo campo di applicazione è molto vasto e non si limita al solo controllo accessi, ma anche all’identificazione degli animali, alla bigliettazione elettronica, all’antitaccheggio, ai sistemi antintrusione, per i documenti elettronici (passaporti), per logistica dei magazzini e dei trasporti.

Componenti

Un sistema di controllo RFID tipico è costituito da due componenti essenziali:
un dispositivo di lettura (e/o scrittura), chiamato appunto lettore RFID e alcune etichette RFID (chiamate anche carte, badge, tessere, tag o transponder)

I due elementi sono accumunati da un sistema informativo di gestione e trasmissione dei dati verso (e da) i lettori, caratterizzato da una frequenza e una modulazione tipiche.

I lettori RFID contengono un’antenna di varie dimensioni, a secondo della frequenza utilizzata e soprattutto della distanza di copertura, che emette in continuazione un campo elettromagnetico.

Anche i tag RFID hanno un’antenna, che stimolata dal campo emesso dal lettore è in grado di generare, tramite induzione, l’energia elettrica sufficiente ad alimentare un microchip e a trasmettere al lettore i dati identificativi memorizzati al suo interno.

Come nasce la tecnologia RFID

Nata come miglioramento dei classici codici a barre negli anni Settanta, la tecnologia RFID è stata inizialmente utilizzata per tenere traccia di merci di grandi dimensioni, come bestiame o vagoni ferroviari. Da li in poi i tag RFID si sono costantemente evoluti, diventando un efficace mezzo, conveniente soprattutto per lo scambio di informazioni: i microchip comunicano immediatamente con un apposito lettore elettronico.

Il fattore particolarmente interessante è che i tag RFID sono in grado di instaurare questa comunicazione traendo l’energia necessaria direttamente dal segnale del lettore.

Le tipologie dei Tag RFID

Si possono classificare principalmente in tre tipologie di tag RFID, senza entrare nelle specifiche tecniche delle varie frequenze e le normative ISO ad esse collegate, e si possono suddividere i microchip RFID per il controllo accessi, in:

> rfid attivi, ovvero alimentati da batterie
> rfid semi-attivi, che utilizzano delle batterie ma solo per il circuito interno, appoggiandosi invece sull’energia trasmessa dal lettore radio per l’irradiazione
> rfid passivi, i quali non possiedono nessun tipo di alimentazione interna.

In tutti i casi, rispetto a quella dei codici a barre, i vantaggi della tecnologia RFID sono netti: innanzitutto, infatti, essi permettono non solo un processo di lettura, ma anche di invio di informazioni, garantendo uno scambio più veloce e soprattutto a distanza.

Come viene utilizzata

Tra i vari utilizzi di questa tecnologia, sicuramente il controllo accessi RFID è una delle applicazioni più vantaggiose.

Le etichette RFID non richiedono la portata ottica che necessitano i codici a barre che hanno l’assoluta necessità di essere visibili al lettore per poter essere scanditi dal raggio di luce emesso dallo scanner.

Le onde radio, che portano energia al tag e ne trasferiscono il contenuto di informazione al sistema di lettura, riescono facilmente a passare attraverso svariati materiali come legno, plastica, vernici ed i tag possono essere facilmente inglobati nel materiale che costituisce l’imballo dell’oggetto da tracciare, ricevendone inoltre protezione.

Le etichette RFID passive molto probabilmente, nel prossimo futuro, creeranno nuove opportunità nei sistemi di controllo accessi, come ad esempio, nella gestione del personale all’interno di un’azienda.

Siccome questi microchip possono essere inseriti in appositi badge o in braccialetti RFID potrebbero offrire un’alternativa ai tradizionali sistemi di personal identification, aprendo inoltre infinite possibilità ad esempio nel campo della sicurezza aziendale.

Ad esempio si pensi a quali applicazioni potrebbe avere l’implementazione di un sistema RFID in uno stabilimento qualunque: il riconoscimento a distanza a mani libere permetterebbe il funzionamento di una determinata apparecchiatura solo nel caso in cui nelle circostanze si venisse a trovare un operatore qualificato ed autorizzato per quel tipo di lavoro.

Oppure utilizzando l’identificazione del personale attraverso dei microchip RFID, si avrebbe la possibilità di stilare una lista in tempo reale dei dipendenti presenti in un’area.

Come si può intuire, dunque, un sistema di controllo accessi basato sulla tecnologia RFID potrà davvero rivoluzionare i processi di amministrazione del personale, e il suo utilizzo potrà essere applicato ai più svariati campi di gestione e controllo accessi di tutti i tipi di attività.



left-arrowTUTTE LE NOTIZIE

News popolari